PROGRAMMA A.A. 2016/2017

programma-aa-2015-2016-anticorruzione

Il Master di I livello ha durata annuale e rilascia n. 60 Crediti Formativi Universitari.

Le ore destinate alle attività didattiche sono articolate come segue: 300 ore di lezioni frontali di aula, 80 ore di attività di approfondimento, 350 ore di project work.

La modalità di frequenza prevede week-end alterni.

Il programma degli studi

Il Master affronta le principali tematiche relative alla corruzione e alle infiltrazioni della criminalità organizzata con specifico riferimento al settore della disciplina degli appalti. Attualmente tali tematiche sono oggetto di dibattito pubblico e sempre più destano grave allarme sociale e pongono i problemi complessi sia sotto il profilo preventivo che repressivo. La materia è stata oggetto di rafforzamento da parte del legislatore attraverso le Leggi n. 190/2012, n. 114/2014 e n. 69 del 27/05/2015.
L’approccio proposto, in prospettiva sistematica e interdisciplinare, si sviluppa, da un lato, attraverso l’approfondimento giuridico-teorico, sia di diritto sostanziale che processuale, e dall’altro, attraverso lo studio delle best practice applicate nell’ambito della pubblica amministrazione al fine di rendere sempre più difficili le possibili infiltrazioni e i fenomeni corruttivi.
Il corso si svilupperà in moduli monografici all’interno dei quali verranno sviluppate le tematiche della corruzione e dell’impianto normativo di repressione dei fenomeni corruttivi dal punto di vista sia penale che processuale penale, della disciplina posta a prevenzione del verificarsi di tali fenomeni attraverso la promozione di meccanismi e metodi di rilevazione e misurazione della corruzione in relazione agli assetti gestionali adottati da ispirare ai modelli di risk management.

Il Master si articola in tre macro-aree formative:
• fenomeni corruttivi e infiltrazioni criminali all’interno e nei processi decisionali della Pubblica Amministrazione sia dal punto di vista nazionale che internazionale;
• strumenti di prevenzione e repressione della corruzione;
• disciplina degli appalti, dei contratti pubblici e delle normative nonché esperienze di bast practise poste ad argine delle infiltrazione di fenomeni di corruttela e di criminalità (modelli, ecc.).

Il programma del Master in Anticorruzione è diviso in:

  • 3 Unità formative
  • Attività di approfondimento
  • Project work

 

Unit 1 – Parte generale (100 ore – 15 CFU)

• Il fenomeno della corruzione
• Le interazioni tra corruzione e criminalità organizzata
• Valutazione delle politiche anticorruzione
• Valutazione delle politiche contro la criminalità (criminalità finanziaria, cybertreath, criminalità organizzata transnazionale)
• Profili internazionali e comparati
• L’impianto codicistico dei delitti di corruzione
• I delitti contro la pubblica amministrazione
• I procedimenti amministrativi e disciplina di trasparenza amministrativa
• La disciplina in materia di assunzione e regolamentazione dei dipendenti pubblici
• La disciplina in materia di anticorruzione fino alla legge 69 del 2015.
• La prevenzione in generale

Attività di approfondimento: 16 ore

Unit 2 – I profili giuridici e gli strumenti di prevenzione e repressione della corruzione (100 ore – 15 CFU)

• L’Autorità Nazionale Anticorruzione;
• I piani per la prevenzione della corruzione e la figura dei responsabili della prevenzione della corruzione;
• I modelli organizzativi ex D. Lgs. 231/01 con particolare riferimento alle società a controllo pubblico;
• Le responsabilità e la tutela degli individui, la responsabilità erariale, disciplinare e dirigenziale;
• La corruzione nel settore privato. Analisi del fenomeno, quadro normativo e responsabilità degli enti;
• Il whistleblower. Figura, meccanismi di tutela e inquadramento giuridico. Accenni comparativi;
• Corruzione per l’esercizio della funzione. Responsabilità penale e disciplinare. Confini;
• Rapporti tra corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio;
• Corruzione, concussione ed induzione indebita;
• Corruzione e traffico di influenze illecite;
• I c.d. “reati-spia”: riciclaggio, false comunicazioni sociali e reati tributari.

Attività di approfondimento: 32 ore

Unit 3 – La disciplina degli appalti pubblici (100 ore – 15 CFU)

• Il codice dei contratti pubblici;
• Profili istituzionali, principi generali e quadro sistematico della contrattualistica pubblica;
• Procedimento contrattuale ordinario: dalla programmazione alla redazione del bando;
• Offerta economicamente più vantaggiose e rilievo delle anomalie;
• Procedimento contrattuale ordinario: la gestione della gara fino alla stipula del contratto;
• Procedure alternative all’evidenza pubblica. Procedura negoziata ed esecuzioni in economia. Anomalie e abusi;
• Contenzioso e mezzi di tutela;
• Programmazione e progettazione negli appalti pubblici di lavori;
• Qualificazione nei lavori pubblici e profili delle gare;
• Gestione della fase esecutiva del contratto;
• Appalti di pubblici servizi e forniture: progettazione dell’intervento e redazione del capitolato.

Attività di approfondimento: 32 ore

Le attività di approfondimento sono caratterizzate dall’utilizzo di strumenti e metodologie altamente innovative.

Project Work

Durante lo svolgimento del master è previsto per ciascun partecipante lo svolgimento di un project work (PW) formativo professionalizzante.

Il PW è parte integrante dell’attività didattica del master, è oggetto di valutazione, attribuisce crediti formativi e coincide con la tesi finale del master. Ha una durata di 350 ore.

Il discente può scegliere se sviluppare il PW a partire dal proprio contesto lavorativo o se riferirsi ad altri contesti ovvero svolgerlo presso un’altra Pubblica Amministrazione.

Il PW è un progetto sperimentale con carattere operativo e concreto riferito ad una situazione reale della P.A. ed ha lo scopo di proporre una o più soluzioni innovative.

La durata del project work per i Master da attivare nell’A.A. 2016-2017 è stata incrementata rispetto alle precedenti edizioni. Infatti, il carattere sperimentale del PW richiede un impegno temporale consistente per approfondire variabili di contesto, processi e modelli applicativi, anche attraverso l’analisi e lo studio comparativo in contesti similari, nazionali ed internazionali.

Il PW può prevedere, infatti, sia l’innovazione di un’attività sia l’impostazione o il cambiamento di una struttura organizzativa o ancora lo sviluppo di una nuova procedura operativa o di un nuovo processo (in particolare attraverso l’utilizzo del PCM – Project Cycle Management – e del RBM -Results-Based Management).
Durante l’intero processo di ricerca ed elaborazione del PW è prevista l’assistenza individuale di un coach che affianca il discente in tutte le fasi previste e nell’applicazione/utilizzo di conoscenze, metodologie e strumenti appresi in aula.
Inoltre, ferma restando la supervisione individuale per i singoli PW e previa analisi dei profili dei partecipanti e dei contesti lavorativi di provenienza, il coach di concerto con la Faculty del master propongono ove possibile lo sviluppo di un progetto di più ampio respiro che vedrà la declinazione di singoli PW come temi specifici di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.

In tal modo si favorisce indirettamente la collaborazione sinergica tra più amministrazioni pubbliche e si arricchisce il percorso formativo dei partecipanti al master attraverso un’esperienza che implica scambi e confronti, oltre a favorire una visione strategica e di sistema di alcuni problemi e delle relative soluzioni.

Il PW si articola nelle seguenti fasi:

  • Individuazione degli stakeholder: individuazione degli attori chiave e dei portatori d’interesse rispetto al tema del progetto;
  • Analisi del contesto di riferimento: descrizione del contesto organizzativo procedurale e operativo della questione trattata, con precisazione di ruoli, attività, comportamenti, modalità operative rilevanti dello scenario di intervento;
  • Definizione dell’obiettivo generale e degli obiettivi specifici: individuazione del cambiamento e/o della sperimentazione da proporre per la risoluzione del/i problemi individuati nella fase iniziale. In questa fase è fondamentale l’assistenza del coach al fine di favorire quanto più possibile l’individuazione di un tema che consenta il collegamento con altri PW in una logica di approccio sistemico;
  • Indicazione vantaggio/i attesi: individuazione del risultato minimo atteso, utile al raggiungimento dell’/degli obiettivo/i;
  • Attività: sviluppo sintetico ma completo della proposta di innovazione o soluzione, con particolare riguardo alla sequenza operativa e all’indicazione dei dati quantitativi essenziali, atti a definire le dimensioni della situazione o del problema.

 

Il PW per quanto sopra descritto rappresenta uno strumento utile:

  • al dipendente della PA per tradurre in competenze pratiche quanto acquisito durante il percorso formativo
  • alla PA ospitante per fruire di un supporto consulenziale interno se sviluppato da un dipendente della propria struttura o esterno per la risoluzione di un problema o lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali a vari livelli
  • alla community del master perché il PW sviluppato sarà poi redatto in un format standard e messo a disposizione nell’ambiente virtuale dedicato per la condivisione con gli altri utenti come caso di studio
  • all’Ateneo per arricchire di nuovi spunti gli studi e le ricerche nel settore oggetto del master e attivare convegni/dibattiti su tematiche di interesse
  • agli stakeholder della P.A. per divulgare soluzioni sperimentali e approfondirne le applicazioni in diversi contesti

 

Lo scenario evolutivo e il contesto della P.A. con riferimento alle tematiche trattate dal Master

Il nostro Paese sconta da tempo una peculiarità: non esiste più un’etica generale comune agli diversa da quella definita dal diritto e in particolare dal diritto penale. In questa dimensione culturale si passa immediatamente da ciò che è reato a ciò che è lecito in quanto non delittuoso. L’inconcepibile equazione: “criminally innocent”= politically correct domina nei fatti il dibattito sulle scelte pubbliche perché manca un criterio identitario dell’etica pubblica diverso dal diritto penale, il che impone di recuperare un orientamento ai valori attraverso il diktat di qualche provvedimento giudiziario penale.
La materia del contrasto alla Corruzione è quella nel cui ambito negli ultimi anni più si è intrapresa la via di una declinazione eminentemente penalistica del fenomeno; ciò con inevitabili storture ed aporie, non fosse altro perché il diritto penale è quel ramo del diritto che ha più capacità censoria, è il più intollerante dei diritti.
In altri termini in una situazione di assenza di parametri pubblici di valutazione morale, per censurare una condotta si è scelta la via di qualificarla come reato, mancando altrimenti un sistema di valori davvero eloquente o condiviso, evidentemente convinti che una censura in termini non penalistici o perfino non giuridici abbia un impatto assai modesto in un sistema privo di un codice di comportamento autonomo.
È del resto diffusa, quanto cattiva, percezione che se un certo comportamento non configura un reato, la norma-precetto che lo vieta non sia espressione di un obbligo veramente vincolante: se un fatto è un illecito civile o amministrativo, la relativa sanzione può essere vista come una sorta di onere: la si può metter in conto, in cassa, quale tributo da pagare se vi vuole commettere il fatto. Se la sanzione è penale, la regola ha un impatto censorio assai più forte, esprimendo un divieto assoluto, la cui sanzione non è riducibile a tassa.
Lo Stato di diritto, insomma, vive ormai la verifica dei poteri in una dimensione così patologica da affidarla direttamente al diritto penale.
La riforma dei reati di corruzione del 2012 sconta integralmente questa impostazione e rischia di essere una riforma scarsamente efficace già in partenza poiché la soluzione di un problema di corruzione non può essere affidata soltanto alla legge, ma al costume, alla cultura, all’educazione civica collettiva, al comportamento dello Stato, alla fiducia o sfiducia nella pubblica amministrazione, al senso di appartenenza o di distanza rispetto ai pubblici poteri.
Per dare efficacia alla lotta alla corruzione occorre pertanto spostare l’obiettivo dalla repressione dei fenomeni alla loro prevenzione e, con tale scenario, la pubblica amministrazione è chiamata a confrontarsi ed in ultima analisi, con riferimento a questa diversa prospettiva, modularsi.
Ovviamente questo sforzo della Pubblica Amministrazione, che le imporrà in primo luogo di coltivare approfondite competenze in materia, rischierà di risultare vano se il legislatore non porrà rimedio ai limiti più macroscopici della riforma di cui alla legge 190/2012.
Si indica a mero titolo esemplificativo: a) necessità di tracciare certe linee di demarcazione tra concussione, induzione indebita e corruzione; b) esigenza di individuare con precisione i casi in cui il privato che paga il pubblico agente non debba essere punito; c) opportunità di prevedere una clausola di non punibilità per la corruzione per l’esercizio delle funzioni in favore del privato che paga al solo scopo di evitare un danno ingiusto; d) necessità di una drastica limitazione dell’ambito applicativo del delitto di concussione.
Con questa sinergica implementazione di buone prassi da parte della Pubblica Amministrazione e confronto con una legislazione che si auspica semplificata, si potrà guardare al futuro di un Paese nel quale le pratiche corruttive non avranno più alcun diritto di cittadinanza.

Il Master in Anticorruzione, un nuovo modello di etica pubblica: risposte ordinamentali e nuovi protagonisti si avvale della collaborazione del Dipartimento per la Ricerca di Link Campus University ed ha individuato come possibili project work, nell’interesse di alcuni fabbisogni e criticità della P.A.:

• l’elaborazione di un Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità riferito all’amministrazione di appartenenza e presso la medesima;
• l’ elaborazione di un modello di capitolato d’appalto.

Risorse strutturali

Ogni partecipante potrà usufruire durante lo svolgimento del PW di tutti gli spazi e i servizi dell’Ateneo e dotazioni strumentali tra cui: accesso a banche dati e laboratori, biblioteca etc.
Inoltre, qualora si rendesse necessario accedere presso strutture e/o enti per l’analisi di dati, per incontri etc, l’Ateneo agevolerà il discente predisponendo la necessaria documentazione amministrativa.

LCU, inoltre, mette a disposizione le competenze delle risorse dei propri Centri di ricerca che promuovono costantemente la diffusione della conoscenza attraverso documenti, rapporti, studi e ricerche ed alimentano il dibattito su temi di grande interesse attraverso seminari, convegni e giornate di studio creando così opportunità di confronto, approfondimento e aggiornamento con un approccio trasversale alle tematiche in discussione. In particolare è prevista la collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Metodologie Ermeneutiche della Complessità vocato allo stesso tempo alla ricerca di possibili chiavi di lettura della complessità, ma anche, alla costruzione di “linguaggi” non semplici, in grado di esprimere i cambiamenti, costruire nuove strutture e funzioni.
Lo staff tecnico – organizzativo e il corpo docente del Dipartimento per la ricerca potranno coadiuvare il coach e il corpo docente nell’assistenza individuale fornita oltre a contribuire all’individuazione di temi oggetto del PW.

Pubblicazione e diffusione dei PW

È prevista la pubblicazione dei PW sul sito istituzionale dell’Ateneo e nella community on-line sotto forma di caso di studio.
Sarà adottato un format standard per la pubblicazione con lo scopo di facilitare la consultazione del documento da parte di terzi interessati ad approfondire alcuni temi specifici e a consultare soluzioni organizzative, procedurali etc… individuate in determinati contesti.
Inoltre, la casa editrice di riferimento dell’Università potrà – previa visione degli elaborati – valutare la pubblicazione di un e-handbook per la PA articolato per macrotemi.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni con gli stakeholder delle P.A. per la presentazione e diffusione delle soluzioni oggetto di approfondimento e analisi dei singoli project work.


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